mercoledì 5 luglio 2017

Stecche di Jim farcite

Stecche di Jim farcite
Una delle cose che mi manca di più del non mangiare più pane e affini sono proprio queste stecche, che adoravo perché sono strabuone!!! Soprattutto nella versione farcita, mi piacevano talmente tanto che una volta sfornate me le finivo tutte :O 

Questa ricetta infatti è di qualche tempo fa, comunque se dovessi produrre in casa il pane non potrei che fare questo! La preparazione è talmente semplice che è a prova di incapace a far lievitare ed è di sicura riuscita, garantito! E ringrazio Tamara, la mia fonte principale di leccornie, per avermi fatto scoprire questa delizia.

Il lievito che uso nei miei lievitati è il licoli, ovviamente potete convertirla, in fondo ci sono le indicazioni.
Stecche di Jim farcite
Ingredienti
- 30g di licoli
- 300g di acqua
- 20g di malto (o zucchero di canna in mancanza)
- 450g di farina di tipo 2 (semi integrale)
- 6g di sale
- olio evo per spennellare
- semola di grano duro
- sale grosso
Stecche di Jim farcite
Paprika, aglio in polvere, origano (che purtroppo non è rimasto molto attaccato), sale grosso.
Sciogliete il licoli con l’acqua ed il malto, aggiungete la farina e sopra il sale. Mescolate con un cucchiaio fino a far assorbire l’acqua, coprite con la pellicola e lasciate lievitare a temperatura ambiente per circa 18 ore e comunque finché cresce (io ho fatto l’impasto nel pomeriggio e l’ho tenuto fino ad ora di pranzo del giorno dopo). Quando vedete che ha raggiunto l’apice, sporcate di semola di grano duro il piano di lavoro e rovesciate l’impasto senza sgonfiarlo o manipolarlo, girate semplicemente la ciotola, staccate il composto dai bordi e lasciatelo cadere sul tavolo senza preoccuparvi se si “rovina” facendo queste operazioni. Aiutandovi con una spatola piegate i lembi esterni verso il centro senza premere troppo finché ottenete una forma rotondeggiante. L’impasto ancora morbido va girato sottosopra (le pieghe devono restare sotto), poi coprite con un canovaccio e lasciate lievitare fino al raddoppio (indicativamente 3-4 ore). A quel punto preparate la teglia con la carta forno, spennellate l’impasto di olio, quindi tagliatelo in 4-5 strisce facendo attenzione a non premere troppo sgonfiandolo. Prendete ogni striscia e trasferitela nella teglia, l’impasto morbido dovrebbe già di suo allungarsi un pochino, se serve allungatelo ancora un po’ con le mani, delicatamente. Mettete le strisce di impasto a distanza di almeno un centimetro una dall’altra, spennellate con dell’olio evo e cospargete del sale grosso.

Stecche di Jim farcite
Notate la croccantezza?
* Per la versione farcita mettete dei pezzetti di olive o pomodori o altre verdure premendo leggermente, spolverate con le spezie anche cambiando creativamente.

Cucinate con forno caldo al massimo per 20 minuti circa (dipende molto anche dalla grandezza delle strisce e dal vostro forno).

Una volta cotte lasciatele raffreddare un pochino e poi potete mangiarle anche tiepide, sono buonissime, come le ciliegie non riuscirete a fermarvi!!! La versione farcita, rispetto al pane semplice con solo olio e sale sopra, è ancora di più preferibile mangiarle da sole, come se fossero focacce per esempio o stuzzichini da aperitivo.
Stecche di Jim farcite
Accortezze:
  • la lievitazione cambia al variare della temperatura esterna e d’estate bastano poche ore, quindi tenete d’occhio la lievitazione per non andare oltre che poi l’impasto si inacidisce;
  • potete preparare la ricetta anche con pasta madre o con lievito di birra, il mio licoli è idratato al 130% (130g di acqua, 100g di farina) e la farina del mio licoli è sempre la semi integrale (tipo 2);
  • le stecche sono molto croccanti, una volta raffreddate cominciano a perdere lentamente la croccantezza, il giorno dopo infatti non sono più croccanti, sono morbide ma sempre buone. Potete anche tagliarle a metà sul lato orizzontale per farne un panino magari scaldando le fette sulla piastra;
  • per la versione farcita assicuratevi di aver messo parecchio olio sulle stecche altrimenti le spezie non si fissano e, una volta cotte, ve le perdete tutte; inoltre se avete un buon lievito, quando mettete le verdure premete bene in modo da “incastonarle” per bene, altrimenti in cottura il pane lieviterà spingendo le verdure verso l’esterno.


Stecche di Jim farcite
Il giorno dopo


giovedì 27 aprile 2017

Perle di anacardi (3 ingredienti)

Perle di anacardi (3 ingredienti)
Ciao a tutti!

Ritorno a farmi sentire, mi spiace molto stare lontana dal blog, soprattutto perché continuo a cucinare e “produrre” ricette, ma sto dedicando tutto il mio tempo al mio lavoro e, considerando anche tutto il tempo che devo dedicare a delle situazioni impegnative che sto passando in questo periodo, faccio difficoltà a dedicare del tempo al blog ... ma oggi ho voluto staccare proprio mentalmente e riprendere con le ricette, che mi danno tanta energia e gioia.

Qualche giorno fa ho chiesto sulle pagina FB quale ricetta volevate tra questo dolce, un primo invernale ed un contorno. Ha vinto il dolce quindi eccovi la ricetta.

Tempo fa, colta da un raptus di voglia di frutta secca, pensavo a quanto avrei voluto qualcosa di goloso e sfizioso, che appagasse la mente ed il palato, così pensavo a rifarmi le caramelline di prugne secche, che mi fanno impazzire, ma non ne avevo. Frutta secca presente nel mio frigo: amarene essiccate e anacardi. Fatta, ecco le caramelline a forma sferica (ma quanto adoro il cibo a forma di pallina!!!) che hanno soddisfatto le mie voglie per una settimana quasi.

Ingredienti
- anacardi
- amarene essiccate
- farina di cocco (opzionale)
- cocco rapè
Perle di anacardi (3 ingredienti)
Mettete a mollo gli anacardi un paio d’ore, quindi scolateli e frullateli bene, aiutandovi con un goccio di acqua dell’ammollo. Quando ne è uscita una crema liscia e compatta aggiungete le amarene e frullate ancora, sempre aiutandovi con l’acqua d’ammollo degli anacardi. Se avete messo tanta acqua per aiutare il frullatore perché non troppo potente come il mio, il composto potrebbe risultare liscio ma troppo molliccio (io ho preferito lasciare il composto in pezzettini), potete allora aggiungere un po’ di farina di cocco (quella finissima come la farina di frumento) per compattare un po’ il tutto. Quando il composto è pronto prendete delle piccole quantità e formate delle palline. A scelta potete passarle sul cocco rapè per rivestirle (fatelo subito, altrimenti si asciuga l’esterno e non si attacca più) e poi compattate bene con le mani.

Queste perle si conservano in frigo e potete mangiarne una o due per merenda o come sfizio al posto di merendine o altre schifezzuole. Sono perfette anche per i bimbi, non troppo dolci (dipende dalle amarene) e superenergiche!
Perle di anacardi (3 ingredienti)

lunedì 13 febbraio 2017

Spezzatino di soia piccante con albicocche secche

Spezzatino di soia piccante con albicocche secche
Visto che molti di voi mi hanno chiesto la ricetta dello spezzatino che ho postato sui social ieri, pubblico questa ricetta, così posso prendere una pausa dalle ricette dei primi che pubblicavo ultimamente. ^_^

Prima di tutto vorrei dirvi che non mangio spesso la soia testurizzata (in granulare per fare i ragù o quella, come questa, per fare lo spezzatino), se la mangio tre volte l’anno è tanto, preferisco sempre più alimenti esclusivamente naturali come frutta, verdura, cereali e legumi. Ho quasi eliminato il glutine, ogni tanto ne mangio ancora ma sostanzialmente l’ho eliminato con gran dispiacere per il mio licoli, che rinfresco ogni tanto perché voglio ancora provare qualche panificazione. Comunque, per tornare alla soia, mangiatela una volta o due al mese, per esempio, giusto per cambiare menù o per qualche sfiziosa ricetta ma preferite sempre alimenti più salutari. In ogni caso questa ricetta è meravigliosa, il sapore è molto gustoso e saporito e la polenta taragna si accompagna perfettamente.

Ingredienti
- 200g di soia per spezzatino
- 1 cipolla
- 1 carota
- olio
- aglio in polvere
- paprika dolce
- peperoncino in polvere
- salsa tamari
- pomodoro concentrato
- 4 albicocche secche
Spezzatino di soia piccante con albicocche secche
Tagliate a fettine la cipolla e alla julienne la carota, mettetele in un tegame con dell’olio e fate andare fino a quando la cipolla diventa dorata. A questo punto aggiungete la soia, coprite di acqua e fate andare per una decina di minuti con un coperchio. L’acqua si sarà asciugata quasi del tutto, aggiungetene altrettanta e versate tutti gli altri ingredienti: un cucchiaio di salsa tamari, un cucchiaio di pomodoro concentrato, le spezie e le albicocche tagliate in 4. Cucinate ancora (ci vorranno circa altri 8-10 minuti) finché l’acqua sarà evaporata e resterà comunque un bel sughetto.

Accompagnate con polenta taragna e mangiate caldo bollente!

Nel caso ne avanzasse, l’acqua si asciugherà, allora quando lo scaldate aggiungete dell’acqua così ricreerete anche il sughetto.
Spezzatino di soia piccante con albicocche secche

sabato 21 gennaio 2017

Noodles di riso nero piccanti con tofu, cavolfiore verde e pomodori secchi

Noodles di riso nero piccanti con tofu, cavolfiore verde e pomodori secchi
Questo è il 600° post che scrivo, non la seicentesima ricetta, questo no, alcuni post riguardavano incontri o appuntamenti vegan, altri contest, libri, interviste. Fino ad ora ho pubblicato 458 ricette scritte e 73 radio ricette (ricette che ho dato a Radio Capodistria, alcune inedite, altre tratte dal blog). Ma è comunque una bella sensazione arrivare a questo numero e questo grazie a tutti voi che mi seguite sempre e mi date la motivazione ad andare avanti. Grazie!!!

Per questo "evento" pubblico una ricetta che adoro, un piatto etnico, un classico della cucina orientale ma con ingredienti in parte occidentali. Per non usare i soliti spaghettini di riso bianco, che il mio corpo non riesce più a tollerare un granché, ho usato questi, fatti come delle mini linguine, di riso nero, molto saporiti e dalla consistenza molto particolare. Provateli, sono buonissimi.

Ingredienti
- noodles di riso nero
- cavolfiore verde
- pomodori secchi
- olio evo
- peperoncino
- sale
- aglio in polvere
- paprika dolce
- lievito alimentare in scaglie o Grana Vegan

Tagliate i pomodori secchi in striscioline ed il tofu in cubettini piccoli, metteteli in padella con l’olio, aggiungete un po’ d’acqua e fate andare a fuoco vivace, aggiungete le spezie ed aspettate che l’acqua si asciughi. Intanto pulite il cavolfiore, separatelo in ciuffetti più piccoli possibile e cucinateli al vapore lasciandoli croccanti. Appena pronti versateli in padella con gli altri ingredienti, mescolate e lasciateli insaporire mentre cucinate i noodles. Seguite le indicazioni sulla confezione lasciandoli un po’ al dente, scolateli, versateli in padella con un goccio di acqua di cottura e fate andare a fuoco vivo mescolando bene. Impiattate e cospargete di Grana Vegan o lievito alimentare a piacere. Da mangiare rigorosamente con le bacchette!
Noodles di riso nero piccanti con tofu, cavolfiore verde e pomodori secchi


venerdì 13 gennaio 2017

Risotto alla verza e senape

Risotto alla verza e senape
Wow, quanto tempo è passato, ben 5 mesi dall’ultima ricetta … eh sì me la sono presa comoda ^_^
Ho racimolato un po’ di ricette in questo periodo anche se non ho cucinato molto e presto ci saranno anche delle novità, voi restate connessi che io presto vi aggiorno.

Per quanto riguarda questa ricetta, cucinata oggi, ho usato riso e piatti recuperati a casa di mio padre, dopo averla svuotata e data in affitto, di solito non uso del riso bianco, lo sapete, ne parlo qui nella pagina degli ingredienti, preferisco quello integrale, per motivi di gusto, salute e energia.

Ingredienti
- 120 riso carnaroli
- ¼ di verza
- olio evo
- 1C di senape in polvere
- un pizzico di pepe
- sale
- aglio in polvere
- 1C di burro vegan
- 1C di lievito alimentare in scaglie

Pulite e tagliate la verza, mettetela in padella con l’olio, aggiungete il riso, fate andare un po’ quindi coprite con due bicchieri di acqua e cucinate per 10 minuti. A questo punto aggiungete ancora 1 bicchiere d’acqua, le spezie, il burro ed il lievito alimentare in scaglie e fate andare per gli ultimi 5 minuti. Appena l’acqua si consuma senza che il riso si asciughi troppo, è pronto, impiattate e gustate.

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