Metti tante belle persone insieme, metti una bella domenica mattina, metti un bosco ed un bel venticello, metti la voglia di ricordare una persona meravigliosa e condividere le idee a favore di due cuccioli di uomo, ecco a voi una colazione quasi brunch, con estratti di frutta, frutta fresca, le brioche meravigliose di Lisa della pasticceria Liberty ed il mio dolce con il mio recuperato licoli a lungo confinato in un angolino del frigo.
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lunedì 4 luglio 2016
Chiocciola al cioccolato e sciroppo di tarassaco
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giovedì 9 aprile 2015
Pinza triestina
Per Pasqua è tradizione qui a Trieste preparare 3 dolci: la Titola (il crocefisso), il Presnitz (la corona di spine) e la pinza (il pane). Finalmente pubblico la pinza, ultimo dolce del trittico che mancava all’appello. L’impasto della pinza è lo stesso delle titole, quindi volendo potete usare anche quello per fare questo dolce, qui l’ho rielaborato e nel tempo è quello che mi soddisfa di più, sia per la capacità del mio licoli di rendere le preparazioni belle soffici, sia per il gusto, ora molto più vicino a quello originale: gli aromi fanno proprio dimenticare che non ci sono le uova! ^_^
Ingredienti
- 75g di licoli
- 150g di latte di soia (o altro vegetale)
- 110g di zucchero di canna
- buccia grattugiata di 1 arancia bio (o 1C di polvere di buccia d’arancia o una fialetta di arancia)
- buccia grattugiata di 1 limone bio
- 1c di vaniglia in polvere- 450g+75g di farina di tipo 2 (semi integrale)
- 75g di olio (io 45g di olio di girasole deodorato + 30g di olio d’oliva)
- 6g di sale
Preparate il poolish con il licoli e pari peso di acqua e farina e lasciate tutto il pomeriggio a riposare. La sera preparate l’impasto con tutti gli altri ingredienti, inserendoli nell’ordine indicato, maneggiate a lungo, quindi lasciate lievitare tutta la notte. La mattina, se l’impasto è cresciuto manipolatelo, quindi fate più volte le pieghe a tre e rimettete a lievitare tutto il giorno. La sera rimaneggiate l’impasto sgonfiandolo, fate le pieghe a tre quindi pirlate l’impasto e mettetelo sulla teglia della cottura, coperta da carta forno. Fate lievitare fino al mattino.
Al mattino accendete il forno al massimo, quando caldo spennellate l’impasto con del latte vegetale e fate, partendo dall’esterno verso il centro, tre tagli poco profondi vicino ai bordi e più profondi al centro (2-3 cm o più a seconda di quanto è alta la pinza). Infornate per pochi minuti al massimo della temperatura quindi abbassate a 170° e cucinate per 30 minuti. Fate raffreddare completamente prima di mangiare.
Con questo impasto viene una pinza dalla grandezza normale, più di un chilo, potete farne di più piccole o più grandi modificando le proporzioni. Il mio licoli in questo periodo fa un po' più fatica con i dolci e ha raddoppiato l’impasto in circa 8 ore, se il vostro è più forte potete ridurre i tempi, in particolare l’ultima lievitazione, per evitare che poi collassi, controllatela attentamente. È un impasto un po’ morbido infatti la pinza si appiattisce un po’, se la volete un po’ più alta mettete un po’ più di farina nell’impasto o un po' meno liquidi, oppure usate un licoli bello attivo che cresca in meno tempo. Il tempo di cottura dipende dal forno e dalla grandezza della pinza, cucinate un po’ come fareste con il pane, verificate che non scurisca troppo, potete anche mettere un “cappello” di stagnola per aiutarlo a restare più chiaro a lungo e controllate la cottura “bussando” sul fondo della pinza, come fareste con il pane, per verificare che sia cotta (se suona vuota è pronta). Volendo si può spennellare la superficie con del latte mescolato a del dolcificante, così viene un po’ più lucido, fate però attenzione che scurisce subito. I tagli spesso vengono fatti con le forbici, cosa più facile da fare con gli impasti più piccoli.
Se volete potete fare anche delle versioni mignon, da 60g l'una, che vedete qui sotto (una è da 80g). L'idea l'ho presa dai paninetti da buffet: prima dell'ultima lievitazione prendete 60g di impasto, fate le pieghe a tre, pirlate e lasciate lievitare, poi al momento della cottura spennellate con del latte vegetale e fate i tagli con le forbici. In forno per 10-12 minuti a 180°.
Questa ricetta regionale la dono a Daria per la sua raccolta Integralmente.
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lunedì 16 febbraio 2015
Veghella all’arancia
Ieri era San Faustino e si festeggiavano i single! Per tutti quelli che non hanno un compagno di vita umano, perché si sono appena lasciati, sono rimasti soli, non riescono a trovare la propria anima gemella, perché dicono di non avere tempo e invece hanno sofferto molto ed ora non riescono ad aprire il proprio cuore oppure perché preferiscono non legarsi per ora, ecco, a tutte queste persone io dedico questa soffice e spumosa veghella all’arancia. ♥
Quando l’ho fatta la prima volta l’ho voluta fare apposta molto morbida, il giorno dopo era talmente soffice che sembrava una mousse … meravigliosa! ^_*
Ingredienti
- 80g di nocciole
- 60g di cioccolato fondente
- 120g di latte vegetale
- 20g di zucchero dulcita
- 5g di burro di cacao
- 2c di polvere d’arancia
Per prima cosa frullate benissimo le nocciole (io uso un macinacaffè che le riduce in burro), se lasciate dei granellini poi si sentiranno una volta finita la preparazione, non va male, è buonissima anche così, ma è meglio se è setosa e fluida.
Aggiungete nel frullatore gli altri ingredienti secchi mentre mettete il latte vegetale a scaldare. Frullate fino a triturare cioccolato e burro di cacao, quindi versate il latte appena appena caldo e frullate ancora. Il cioccolato ed il burro si scioglieranno e si amalgameranno per bene, frullando si incorporerà un po’ d’aria che darà poi la consistenza si spuma soffice una volta raffreddato. All'inizio sembrerà molto liquida ma non vi preoccupate, si solidificherà entro il giorno dopo, ottima da spalmare ma anche da mangiare al cucchiaio.
Al posto della polvere di arancia potete metterci la buccia fresca di 2 arance bio, che sono molto profumate. Potete anche farla meno liquida mettendo meno latte vegetale, ma non troppo poco, al massimo 90-100g altrimenti poi rischia di diventare troppo compatta. E se volete anche scegliere il latte vegetale migliore ... non può essere che quello di nocciole! ^_*
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mercoledì 14 gennaio 2015
Polvere di buccia d’arancia
Una delle cose che amo dell’inverno è la presenza delle arance, mandarini, clementine e tutti gli agrumi: infatti molto spesso sento l’esigenza di agrumi invece dell’acqua, la mia colazione invernale poi è fatta di spremute di arancia e pompelmi rosa e mangio un numero altissimo di clementine e mandarini al giorno. A voi piacciono gli agrumi?
A parte mangiarli e berli sono perfetti per dare sapore ai dolci, in particolare la loro buccia. Infatti si usa aggiungere a torte e dolci in genere la buccia grattugiata di limone, arancia o altri agrumi, meglio se freschi, certo, ma voi pensate a quando vi fate una spremuta o vi mangiate un’arancia, che ne fate della buccia? Se prima di mangiare il frutto prendete la buccia potete essiccarla e poi utilizzarla quando non avete delle arance a disposizione. Ecco quindi il mio consiglio, che io ho già utilizzato nella mattonella raw.
Ingredienti
- bucce di arance bio o non trattate
Prendete la buccia delle arance ben lavate usando una grattugia o, come faccio io, con un attrezzo per le decorazioni della buccia, quello con i piccoli fori che creano delle striscioline. Potete usare anche un pelapatate ma fate sempre attenzione a non prendere anche il bianco della buccia che è molto amaro. Lasciatele ad essiccare su una teglia senza coprirle per un giorno, io le tengo dentro il forno spento, ma va bene anche in un armadio della cucina o anche sul ripiano della cucina, così è sufficiente ma volendo potete anche metterle ad essiccare sopra un calorifero, chissà che buon aroma rilasciano ^_^
Quando essiccate potete tenerle in un contenitore oppure polverizzarle usando le mani, il macinacaffè o un piccolo frullatore e poi tenete questa polvere in un barattolino o vasetto ben chiuso fino all’uso. Essiccandole perdono un po’ di aroma rispetto alla buccia fresca quindi vi consiglio di metterne più di quanto mettereste da crude.
Ovviamente questo procedimento lo potete utilizzare anche con gli altri agrumi (io per esempio l’ho fatto con il bergamotto e con il limone).
Potete usare questa polvere per i dolci ma anche per altre preparazioni salate, come salsa, risotti, formaggi vegetali, ecc, sbizzarritevi!
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