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venerdì 9 marzo 2012

Torta okartofu

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Questa ricetta nasce da un errore!
Accidenti a me, ero sovrappensiero e ho dimenticato un passaggio!
In realtà nulla di male, la torta è venuta lo stesso buona, anzi, un esperimento gradito! ^_^
L’errore? Fatto il latte di soia per fare il tofu ed utilizzare l’okara per la torta, non l’ho filtrato, mettendo subito il nigari, così il latte si è cagliato con dentro ancora l’okara formando il tofu insieme all’okara. Ho preso tutto il composto, l’ho strizzato e l’ho usato dentro la torta.

Ingredienti
- 100g di soia gialla
- 5g di nigari
- 1 cavolo romano
- 2 patate piccole
- sale
- pepe
- noce moscata
- farina
- farina di ceci
- pane grattugiato
- farina di mais
- olio

Seguite il procedimento per fare il latte di soia. Quando la soia si è cotta invece di filtrare aggiungete il nigari. Lasciate riposare per una decina di minuti, quindi filtrate con un panno e strizzate bene.
Lessate le verdure in acqua salata, scolatele e lasciatele raffreddare.
A parte fate una pastella con farina, farina di ceci, acqua, sale, pepe e noce moscata.
Mescolate tutti gli ingredienti insieme, versate in uno stampo oliato e mettete in forno già caldo a 180° per 50’ (l’okara deve cuocere almeno 45-50’ per essere ben digeribile). Verificate la cottura sotto e fate leggermente grigliare sopra in modo che si formarmi una bella crosticina.
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martedì 8 novembre 2011

Tofu autoprodotto


Come il latte di soia, anche il tofu si può fare a casa, anzi, è ancora più facile! Il risparmio è notevole, ci vuole pochissimo tempo e si può usare anche il latte acquistato.

Ingredienti per 100 grammi
- 1lt di latte di soia
- 5g di nigari

Se usate la soia gialla non serve lasciarla in ammollo per 24 ore, bastano 12 ore, visto che avrà modo di cucinarsi e di bollire più volte. Infatti dopo aver fatto il latte con la solita procedura, oppure con il latte comprato, portate a bollore e poi versate dentro il nigari sciolto in mezzo bicchiere di acqua calda. Lasciate riposare per una ventina di minuti, quindi versate il contenuto in un colino foderato con un telo e lasciate colare tutto il siero, strizzate bene e mettete nel contenitore voluto, anche se l’ideale sarebbe versarlo direttamente nel contenitore apposito (che gli fa assumere al tofu la sua forma caratteristica a blocco) e pressare affinché esca il siero.

Questa è la versione base. Più “asciugate” il tofu pressando e lasciando colare il siero, più viene compatto. La consistenza dipende molto anche dal “caglio” utilizzato. Se compatto (come quello che si compra, per intenderci) si può tagliare a fette e cucinare alla griglia, al vapore, friggere, stufare, affumicare, marinare con i condimenti voluti, tagliare a cubetti e aggiungere alle insalate o minestre, ecc. Si può utilizzare sia nella ricette salate sia in quelle dolci.
Il prodotto nella foto l’ho versato in una ricottiera e lasciato scolare poco perché mi serviva per fare la crema di tofu, spalmabile, alla quale si aggiungono i condimenti oltre ai pomodori secchi o olive greche, funghi, noci o qualunque altro ingrediente desideriate.
In ogni caso ricordate che se non siete abituati a mangiarlo, è preferibile condirlo, visto che il tofu è inodore ed insapore e prende i profumi ed il gusto degli aromi con i quali lo mescolate o condite: aggiungete un filo d’olio, del sale, magari anche del lievito alimentare in scaglie (per dargli un gusto formaggioso) e tutti gli ingredienti voluti, così prenderà un gusto più gradevole al vostro palato. Volendo si può anche aromatizzare, mescolando al latte tutti gli aromi voluti, prima della cagliatura.
Il tofu bello compatto lo potete conservare nell’acqua, da cambiare ogni giorno, quello spalmabile tenetelo in un contenitore chiuso bene. Se fatto in casa, non avendo conservanti, dura alcuni giorni, se sentite un odore acido o vedete la muffa va ovviamente buttato (essendo inodore già sentire un odore non è buon segno). Si può anche congelare, nel caso quando lo scongelate, spremetelo dal liquido formatosi all’interno.
Il nigari è composto principalmente da cloruro di magnesio, si estrae dall’acqua marina e viene utilizzato nella cucina giapponese per cagliare il latte di soia e produrre il tofu. Nella cucina cinese viene utilizzato maggiormente il solfato di calcio o cloruro di calcio. Il nigari si trova nei negozi bio ed ha le sembianze delle scaglie di cristallo.

Aggiornamento giugno 2013: questa ricetta partecipa alla raccolta di Salutiamoci sul tofu, ospitata per l'occasione dall'amica blogger Lo di Galline 2ndlife.

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