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martedì 25 marzo 2014

Un fiore agli spinaci

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Tempo fa Roberta mi manda una foto sulla pagina FB e mi chiede di veganizzarla. Ora, come molte blogger creative, non posso semplicemente veganizzare, devo fare anche di testa mia, rendere personale la ricetta. Così cambio diverse cose ma l’aspetto estetico rimane abbastanza fedele. Bellina vero? Io come al solito uso il licoli, voi potete usare anche il lievito di birra o lievito secco sciolti nell’acqua in quantità proporzionate al tempo che volete aspettare (guardate qui le quantità per il poolish).

Ingredienti per l’impasto

Ingredienti per il ripieno
- spinaci
- cipolla
- tofu
- mandorle
- paprika
- aglio in polvere
- sale
- curcuma
- lievito alimentare in scaglie
- olio evo

Preparate il ripieno lessando gli spinaci direttamente in padella con la cipolla e l’olio, poi frullate insieme agli altri ingredienti.

Preparate l’impasto così come indicato nella ricetta della focaccia, con le pieghe ed il riposo in frigo. Quando il giorno dopo tirate fuori l’impasto e lo fate riprendere a temperatura ambiente, fate un paio di pieghe a fazzoletto e fate lievitare per un paio d’orette. Rimaneggiate, dividete in due l’impasto e stendetelo come per fare la pizza (io mi sono aiutata un po’ con il mattarello, un po’ ho usato le mani). Ora seguite il tutorial qui sotto per farcire il primo strato di “pizza”, mettete sopra l’altra “pizza” e fate le pieghe e i tagli indicati.
Fate riposare per un paio d’orette in modo che raddoppi, quindi cucinate per 30-35 minuti a 180°, magari mettendo un po’ di stagnola sopra per non far scurire troppo il fiore. Fate raffreddare e poi mangiate partendo dai petali magari facendo m’ama non m’ama! :P
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Finalmente partecipo alla bellissima raccolta di ricette integrali di Daria "Integralmente", andate a sbirciare tutte le ricette golose ^_*

Aggiornamento di aprile 2014: questa ricetta va nella raccolta Salutiamoci, questo mese ospitato da Annalisa (Passato tra le mani) con protagonisti i ceci. ^_^

venerdì 25 gennaio 2013

Pizzette

Avete presente le pizzette dei bar, quelle che quando scendi dall’ufficio per bere una cosa a metà mattina te ne mangeresti mille? Ricordo che quando lavoravo in un ufficio dopo la laurea scendevo spesso in questo baretto, a pranzo mangiavo sempre un mega toast formaggio e verdure o anche solo formaggio ma avevano sempre queste pizzette e quando avevo un po’ più di fame aggiungevo al toast qualche pizzetta! Quella volta ero vegetariana ed ora noto che ogni tanto si trovano delle pizzette senza mozzarella (al di là di come poi può essere la pasta della pizza) ma la maggior parte sono out per me. Una sera mi è venuta voglia di sfizioserie e così ho testato il mio licoli sulla media velocità (cioè partendo dal poolish) ed ovviamente ha retto alla grande!

Ingredienti per una dozzina di pizzette
- 50g di licoli
- 100g+200g di farina semi integrale
- sale
- 20ml di olio evo
- salsa di pomodoro
- origano

La sera fate il poolish con il licoli, 100g di farina e 100ml di acqua, lasciate lievitare dentro il forno spento con la luce accesa tutta la notte.

La mattina prendete l’impasto ed aggiungete il resto della farina, 4-5g di sale e l’olio, impastate bene (se è troppo asciutto aggiungete ancora un goccio d'acqua), fate una palla e rimettete in forno spento con la luce accesa fino al raddoppio, almeno 3-4 ore.

A questo punto maneggiate l’impasto per qualche minuto poi stendetelo con il mattarello, prendete un coppa pasta o un bicchiere e fate le formine delle pizzette, coprite di salsa al pomodoro, un pizzico di sale, la mozzarella vegana (la classica o quella alle mandorle) ed una spolverata di origano. Se non avete la mozzarella va bene anche solo al pomodoro, oppure potete metterci anche altre verdure, olive, funghetti, ecc.

Infornate a forno già caldo a 180° per una quindicina di minuti circa, verificate che non si brucino sotto o non prendano troppo colore.

La mozzarella sciolta, la pasta soffice, le pizzette sono risultate gustose, sfiziose, adattissime ad aperitivi e stuzzichini, facilissime da fare e, per me, un tuffo nel passato! ^_*

Con queste pizzette (buone, buone, buone!) partecipo alla Rubrica del mese di gennaio di Tavola Rotonda della cara Barbara. Per parlare intorno ad un tavolo di un argomento mentre si prepara qualche leccornia veg. Questo mese l’argomento è il buonismo, l’ostentazione di un buon sentimento. Nel mio percorso di vita ho imparato molto a muovermi nel mio tumulto di emozioni e comportamenti, un po’ come un cucciolo indisciplinato che impara a capire e gestire le proprie emozioni. Devo lavorare ancora molto ma sono molto contenta del lavoro che ho fatto negli anni. La mia professione di formatrice e counselor mi ha insegnato molto da questo punto di vista sia di me stessa sia degli altri. Ho incontrato tante persone veramente buone nel mio lavoro ed alcune buoniste. Purtroppo ne ho incontrate anche di finte buone, cioè persone che fanno qualcosa solo per sembrare ciò che non sono. E la cosa peggiore è che ci sono anche dei colleghi così, che cercano di controllarsi mentre dentro hanno una tempesta, che fanno quelli che ti capiscono, ma invece di entrare in empatia pensano solo a se stessi, che ti dicono le cose giuste ma capisci che solo le parole sono giuste, mentre la sensazione che ti danno è negativa. Ecco grazie a questi finti buoni, anche se conosco gli strumenti per accorgermi se le persone sono coerenti con le loro intenzioni, sono sempre sul chi va là, non riesco mai a lasciarmi andare sul serio e godere della compagnia delle belle persone. Comunque ce ne sono anche di coerenti tra i miei colleghi, in particolare penso ad una donna meravigliosa, con una vita straordinaria, che cerca di fare veramente del bene ai nostri amici pelosi, crudista, una trainer favolosa che spero di reincontrare presto. Abbiamo bisogno di queste persone! ♥


Con questa ricetta voglio partecipare anche a Namasté, la raccolta di Annalisa in occasione della Settimana dell'abolizione della carne che va dal 19 al 26 gennaio. Sensibilizzare le persone ad un consumo consapevole ed etico, eliminando la sofferenza di altri esseri senzienti e sensibili quanto noi è il minimo che io possa fare. Questa raccolta vuol dimostrare a tutti che mangiare senza prodotti animali non solo è possibile ma è anche sano e gustoso! Per questo passa a veg! Un grazie di cuore! 

sabato 3 dicembre 2011

Pane al cacao con poolisch

La versione Ale di un pane esagerato!!! Il cacao amaro dona un ottimo gusto ma, attenzione, il pane non è dolce (anche se c’è dello zucchero) e trova ottimi abbinamenti sia con pietanze dolci sia con quelle salate.
Qui spiego anche come fare il poolisch, o polis, come metodo alternativo di lievitazione, per usare poco lievito ed avere una lievitazione molto leggera.

Ingredienti
- 420 farina di kamut integrale (va bene di qualunque tipo)
- 120 acqua
- 200 latte di soia
- lievito
- 80 zucchero di canna
- 60 burro di soia
- 40 cioccolato fondente 85% amaro
- 26 cacao amaro in polvere
- 1 tazza di caffè istantaneo
- semi di lino dorato
- semi di zucca
- semi di girasole
- nocciole

Il poolisch
Il poolisch (o poolish) è un metodo di lievitazione per impasti di pane, pizza e focaccia, che parte dal concetto che meno lievito si usa meglio è. Ci sono diversi modi per far lievitare le farine, uno banale ma semplice è l’incorporare l’aria (cosa che chi cura la pasta madre conosce bene, grazie al movimento dal basso verso l’alto). Comunque nella lievitazione diretta si impasta tutto in una volta e si aspetta che cresca. Nella lievitazione indiretta del poolisch o della biga (un altro metodo ancora), si fa un impasto iniziale con una quantità inferiore di lievito e si lascia lievitare per alcune ore (più tempo si ha a disposizione meno lievito serve) e poi si aggiunge al resto della ricetta in un secondo momento. Gli aspetti positivi sono che si usa meno lievito, il composto è più digeribile, si conserva più a lungo e, cosa fondamentale, è facile da preparare e si fa sul momento. L’unica accortezza sono i tempi, in quanto bisogna averne a disposizione o sapersi organizzare. La lievitazione con il poolisch dipende quindi dal tempo di lievitazione e dalla quantità di lievito ma anche da altri fattori come il tipo di farina, la quantità, la temperatura dell’aria ed altri ma sperimentando di volta in volta ognuno trova il proprio metodo.

Procedimento per il poolisch
Per preparare il poolisch si usa sempre la stessa quantità di acqua e di farina, diversa è invece la quantità di lievito che dipende dal tempo di lievitazione. Per 1 kg di farina ed 1 litro di acqua queste sono le quantità di lievito fresco per i tempi a disposizione: 25g per 1-2 ore, 12g per 4-5 ore, 5g per 7-8 ore, 3g per 10-12 ore, 1g per 24 ore. Con le confezioni di lievito in granuli da 10g si fanno le proporzioni (quindi tutto per una lievitazione di 1-2 ore, metà per 4-5 ore e via dicendo).

Procedimento per il pane al cacao
Per questa ricetta sciogliete 3g di lievito in granuli in 120ml di acqua tiepida ed un cucchiaino di zucchero di canna, dopo 20’ si formano le bollicine quindi aggiungete 120g di farina di kamut integrale. Mettete il poolisch dentro il forno spento con la luce accesa per circa 4 ore. Il composto triplica, visibilmente è spugnoso (con le bollicine), prima fa una cupoletta e poi comincia a collassare. Questo è il momento giusto per incorporare alcuni altri ingredienti: quindi aggiungete i restanti 300g di farina, lo zucchero di canna precedentemente amalgamato al burro di soia ammorbidito, il latte di soia a temperatura ambiente, il caffè ed il cacao in polvere tanto quanto volete scuro l’effetto (io mi sono fermata a 26g perché ero soddisfatta del risultato cromatico).
A questo punto l’impasto deve stare bene insieme senza attaccarsi alle mani e va lavorato per diversi minuti (io l’ho fatto per 15’). Prima di rimetterlo a lievitare, incorporiamo la frutta secca ed il cioccolato fondente amaro tagliato a tocchettini, così che venga l’effetto gocce.
 
Dopo altre 2 ore raddoppia, mettetelo nello stampo da plumcake con la carta da forno e infornate a forno già caldo a 170°. Dopo 15’ abbassate a 150° e tenetelo in cottura altri 30’ circa. In tutto cuoce per circa 45’. In cottura raddoppia nuovamente le dimensioni.
Anche se c’è lo zucchero, questo pane è adatto ad alimenti salati, così l’ho testato con diversi alimenti per verificare gli accoppiamenti migliori. Ovviamente ogni gusto è personale ma io ho trovato molto gradevoli tutti gli accoppiamenti!
Il più banale è dolce, uno con burro di soia e marmellata di visciole e l'altro con la veghella.
Poi con del vegrino piccante, capperi e basilico fresco.
Il più audace, strano ma piacevole, con del pesto leggero e del mopur stagionato tagliato a mano.

La prima volta sono rimasta molto soddisfatta di questo pane, che è risultato molto morbido e poco dolce. La seconda volta ho aggiunto anche la frutta secca. Sotto vedete la prima versione. 

Con questa ricetta partecipo al contest
e al contest



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