Ultimamente mi sto cibando molto di frutta e verdura cruda, così al naturale, senza ideare grandi ricette, solo frutta così come natura l’ha creata e insalate. La sera spesso cucino qualcosa di cotto, cose semplici, senza pretese di esser presenti sul blog. Questo mi fa stare molto bene, consiglio anche a voi un po’ di “alleggerimento” delle vostre diete, il pomeriggio riesco ad avere molta più energia per fare le mie cose, niente più abbiocco post prandiale e meno “voglie” di cibo spazzatura o di spuntini ipercalorici. Provate!
Visualizzazione post con etichetta ricette regionali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricette regionali. Mostra tutti i post
domenica 20 settembre 2015
sabato 14 marzo 2015
Frico friulano vegan II
Il frico friulano è una ricetta tipica della mia regione e come ingrediente principale ha il formaggio, quindi non è facile rendere una versione vegana. Ma tutto è possibile! Una prima versione fatta con il tofu, e presentata in versione moderna, l’ho già fatta, due anni fa, proprio in questo periodo e la trovate qui. Questa versione invece è stata fatta qualche mese fa, quando Aida, nel suo gruppo per mangiare vegano per 21 giorni, aveva chiesto la versione vegan del frico. Non l’ho fatta subito, ci ho pensato su e l’ho fatta qualche settimana dopo. Ho fatto una versione simile a quella fatta da Tamara, che ringrazio per l’ispirazione, la cui videoricetta potete trovare qui. Dalla sua ricetta ho cambiato giusto poche cose, in particolare la preparazione del formaggio, io uso una versione della mozza vegan, rielaborata giusto un pochino.
Ingredienti per il frico
- olio evo
- 1 patata grande
- ½ cipolla
- formaggio da frico
- sale
- pepe
- polenta per accompagnare
Ingredienti per il formaggio da frico
- 4C di olio evo
- 3C di farina di tipo 2 (semi integrale)
- 320ml di latte di soia
- 3C di lievito alimentare in scaglie
- aglio in polvere
- sale
- paprika forte
- 1C di yogurt di soia
Preparate una padella antiaderente di media dimensione con dell’olio. Sbucciate la patata e la cipolla, tagliate la patata a cubetti e la cipolla a fettine, mettete la cipolla in padella e fate andare a fuoco vivo per un paio di minuti, quindi aggiungete le patate, coprite con l’acqua e mettete un coperchio. Cucinate finché l’acqua si asciuga e le patate diventano morbide ma non troppo.
Ora preparate il formaggio: mettete l’olio e la farina in una padellina e mescolate bene per fare la roux, quindi aggiungete qualche cucchiaio di latte di soia per ottenere una cremina senza grumi. Quando sarà bella fluida aggiungete altro latte di soia e mescolate per ottenere una cremina bella liscia e via così finché potete aggiungere tutto il resto del latte. Aggiungete ora anche il lievito e le spezie. Mettete sul fuoco e, mescolando sempre, cucinate il composto finché si addensa. A questo punto aggiungete un cucchiaio di yogurt e mescolate bene.
Versate il formaggio sopra il composto di patate e cipolla, mescolate e fate cucinare a fiamma viva per formare la crosticina, muovendo nel contempo un po’ la padella per non farla attaccare. Delicatamente giratela sull’altro lato e cucinate anche di là. Quando pronto fatelo raffreddare un pochino e poi servitelo tiepido con della polenta. A dire il vero a me piace di più il giorno dopo perché nel frattempo il formaggio si è compattato ed è tutto tenuto insieme alla perfezione.
Le foto si riferiscono al frico del giorno dopo, se volete servirlo subito bello fumante, sarà anche più morbido con il formaggio fuso (non filante ma fuso sì). Per fare il formaggio potete usare anche fecola o amido di mais al posto della farina e potete aggiungerci altre spezie a vostro piacere. La polenta che ho usato io è quella taragna. La porzione è per una persona abbondante o per due persone. Vi consiglio comunque di mangiare prima una bella insalata fresca, così per sgrassare il piatto, che è bello penzo ma da provare … perché è veramente goloso!
Etichette:
aglio,
cipolle,
farina semi integrale,
formaggio,
frico friulano,
latte di soia,
lievito alimentare in scaglie,
paprika,
patate,
polenta,
polenta taragna,
ricette regionali,
ricette vegan,
Secondi,
yogurt soia
mercoledì 4 settembre 2013
Zucchine in saor
Non le avevo fotografate e così me n’ero dimenticata … ho preparato tante zucchine in vasetto, per l’inverno, quando non ci saranno più nell’orto del babbo. Una delle ricette che ho usato per conservarle è il saor veneto, ovviamente vegan e personalizzato!
Ingredienti
- 700g di zucchine
- 50g di uva passa
- 240g di aceto di mele
- 275g di vino bianco
- 1 cipolla tagliata fina
- 8 chiodi di garofano
- 1 stecca di cannella
- 30g di sale grosso
- 70g di olio evo
Pulite le zucchine e tagliatele a fettine sottili (io le ho lasciate a rondelle). Mettetele in una pentola con tutti gli altri ingredienti e portate a bollore. Quando bolle abbassate la fiamma e spegnete dopo 4 minuti. Lasciate macerare un giorno, invasate nei vasetti ben sterilizzati, coprite con il liquido di cottura/marinatura, chiudete bene e riponete in dispensa. Volendo potete anche mangiarli subito o dopo qualche giorno.
domenica 17 marzo 2013
Frico friulano vegan
Avevo scritto questo post per la Festa della Donna, volevo postare qualcosa di giallo, per riprendere i colori della mimosa ed avevo voluto prendere al volo anche l’idea di veganizzare una ricetta tipica friulana (una specie di frittata fatta con formaggio e patate), una ricetta che da vegetariana amavo molto per la tradizione (mi riporta all'infanzia ... ) e per il gusto, così ho preso il coraggio a due mani ed ho osato veganizzare in modo diverso da come ha già fatto la mia amica Tamara, il risultato è gudurioso e moooolto più salutare! ^_^
Mentre scrivevo l’articolo ero in viaggio, un bel viaggio in treno, praticamente perfetto! A pranzo ho conosciuto la mitica blogger Stella, sono stata a casa sua, mi ha fatto conoscere le sue pelosette, mancavano i pelosi umani ^_*
È stato bello conoscere la matta che si cela dietro la tastiera, di cui magari conoscevo la fisionomia per le foto pubblicate ma ho potuto solo immaginare la vitalità e l’energia fino a quando non l’ho avuta vicino. Grazie per il pranzo e per le chiacchiere, spero di rivederti presto! ^_*
Poi gli eventi mi hanno rapito e l’articolo, pronto, non è stato pubblicato, così arriva in ritardo rispetto l’otto marzo e così saranno anche altri articoli … sono rimasta indietro negli ultimi tempi! Ma godetevelo, è molto gustoso!
Ingredienti
- sale
- pepe
- aglio in polvere
- cipolla
- panna di soia
- lievito alimentare in fiocchi
- polenta
- patate
- olio evo
Nessuna quantità perché potete fare a vostra discrezione.
Preparate la polenta, versatela in una teglia e mettete a raffreddare.
Lessate le patate, tagliatele a tocchetti di diverse dimensioni.
Preparate il tofu, fatelo scolare, non serve che perda tutto il siero. Rompetelo con la forchetta, speziatelo, aggiungete il lievito alimentare, un goccio di panna di soia o altra panna vegetale, mescolate con le patate e le cipolle tagliate fine, mettete in padella antiaderente (fondamentale per formare la crosticina senza rompersi) con un goccio d’olio. Cucinate come se fosse una frittata fino al formarsi della crosticina, girate sull’altro lato e cucinate ancora fino al formarsi della crosticina.
Io ho servito il tutto tagliando con un coppapasta quadrato, uno strato di polenta, uno strato di frico e qualche quadratino di polenta. ^_^
Questa ricetta finisce nel menù vegan per Pasqua e Pasquetta (Buona Pasqua Vegan), contribuisci anche tu alla raccolta con una tua ricetta. Dai, che l'aspettiamo! ^_^
Etichette:
aglio,
Buona Pasqua Vegan,
cipolle,
frico friulano,
lievito alimentare in scaglie,
panna soia,
patate,
polenta,
ricette regionali,
ricette vegan,
Secondi,
tofu
lunedì 3 dicembre 2012
Orecchiette cime di rapa rivisitate
Ogni volta che vedo le cime di rapa in negozio penso al piatto tipico pugliese. Mi piace veganizzare piatti della tradizione ed inevitabilmente apporto delle personali modifiche, anche su questo piatto non ho potuto farne a meno! ^_*
La rivisitazione nasce dalla necessità di regolare un po gli ormoni con il tofu ed anche perché ho ancora della pasta Carlofortina da finire in dispensa … ormai l’avrete capito che non mangio molta pasta! ^_*
PS: e poi, già che c’ero, vi ho messo anche un’altra versione veloce e semplice! ^_^
Ingredienti per 2 persone
- 200g di tofu autoprodotto compatto
- 160g di pasta Carlofortina (o orecchiette)
- cime di rapa a piacere
- cime di rapa a piacere
- brodo del seitan affumicato (o tè affumicato)
- 1 scalogno
- 1 spicchio d’aglio
- sale
- olio evo
Mettete a bollire l’acqua e quando bolle salate e versate la pasta.
Tagliate a fettine lo scalogno, pulite per bene l’aglio, mettete tutto in padella con dell’olio evo e fate insaporire per bene.
Intanto lavate bene le cime di rapa, tagliatele, mettetele in padella.
Tagliate il tofu a quadrotti e mettetelo in padella, aggiungete del brodo affumicato a coprire e cucinate a fuoco vivo, quando il brodo si asciuga aggiungetene altro e continuate finché le cime non sono cotte. Fate evaporare il brodo, lasciatene giusto un filo per insaporire la pasta, versate la pasta scolata al dente, aggiungete se serve anche un filo d’olio e fate insaporire bene fino al completo assorbimento del brodo. Assaggiate, se serve aggiustate di sale, impiattate e spolverate di grana vegan.
Se volete una versione più semplice, veloce e piccante come l’originale, quando bolle l’acqua salate e versate le orecchiette. A metà cottura mettete nella stessa pentola delle orecchiette le cime pulite e tagliate.
Nel frattempo fate il soffritto con olio, aglio e peperoncino, quando la pasta è pronta scolate (ma tenete un filo d’acqua di cottura), versate in padella, aggiungete un po’ di acqua di cottura, insaporite bene ed impiattate.
Se lo desiderate versate del grana vegan.
Con questa ricetta concorro al Contest Felici e Curiosi di Ravanello Curioso e Le delizie di Feli con giudice Marco Bianchi de I Magnifici 20 .
Etichette:
affumicare,
aglio,
brodo,
cime di rapa,
grana vegan,
orecchiette,
pasta carlofortina,
peperoncino,
piatto pugliese,
Primi,
ricette regionali,
ricette vegan,
scalogno,
seitan,
tofu
martedì 5 giugno 2012
Mopurini all’aceto balsamico
Qualche mese fa sono stata in zona Romagna, in un ristorante / pizzeria con piatti anche vegan. A parte la coerenza di alcuni avventori del locale (cacciatori che pensavano a come aumentare gli iscritti e diffondere la cultura … della morte), i piatti vegan erano rivisitazioni di piatti locali. Ho provato, con grandissimo piacere, del seitan saltato alla piastra con aceto balsamico e rucola ed il mio amico mi ha detto che assomigliava al piatto locale dei bruciatini, della pancetta saltata all'aceto balsamico che si mangia con il radicchio rosso in insalata o con la rucola. Mi è piaciuto talmente tanto che ho voluto riprodurlo. Ovviamente una mia interpretazione, che dedico a tutti coloro che hanno provato le ire della terra, con la speranza che tutto passi in fretta e senza più vittime, umani e non.
Ingredienti
- filetto di mopur
- rucola
- pomodori ciliegino
- olio evo
- crema di aceto balsamico soia e zenzero
- Gomasio nero
- Grana Vegan
- rucola
- pomodori ciliegino
- olio evo
- crema di aceto balsamico soia e zenzero
- Gomasio nero
- Grana Vegan
Prendete il filetto di mopur (delle fette alte ½ cm circa) e tagliatelo a listarelle di 1x3 cm (o quadratini di 2x2), passatele in padella con dell’olio e lasciatele abbrustolire.
Nel frattempo pulite la rucola e mettetela nel piatto con dei pomodorini puliti e tagliati in 4. Adagiate sopra il mopur, versate dell’olio, la crema di aceto balsamico e del gomasio nero. A piacere anche del Grana Vegan. Buonooooooooooooooo!!!
Nel frattempo pulite la rucola e mettetela nel piatto con dei pomodorini puliti e tagliati in 4. Adagiate sopra il mopur, versate dell’olio, la crema di aceto balsamico e del gomasio nero. A piacere anche del Grana Vegan. Buonooooooooooooooo!!!
domenica 4 marzo 2012
Jota
La Jota è una minestra tipica triestina. È una minestra di fagioli, patate e crauti e ne sono stata sempre alla larga perché avevo un brutto rapporto con i crauti (ne ho parlato qui).
Grazie a Tamara ho cominciare ad amare i crauti ed ho provato a fare la Jota, che lei ha preparato in una cena natalizia, e che credo di aver mangiato un paio di volte (o forse nessuna) quando ero piccola. Quindi ringrazio Tamara per avermi fatto provare questa delizia di cui ora vado matta! ^_^
La Jota è fatta in origine con la pancetta e la salsiccia, che io ho evitato di mettere, semplicemente perché senza è buonissima e non servono sostituti.
E visto che oggi è tornato un po’ di freddo casca proprio a fagiolo, non credete? Ahahhaha
Grazie a Tamara ho cominciare ad amare i crauti ed ho provato a fare la Jota, che lei ha preparato in una cena natalizia, e che credo di aver mangiato un paio di volte (o forse nessuna) quando ero piccola. Quindi ringrazio Tamara per avermi fatto provare questa delizia di cui ora vado matta! ^_^
La Jota è fatta in origine con la pancetta e la salsiccia, che io ho evitato di mettere, semplicemente perché senza è buonissima e non servono sostituti.
E visto che oggi è tornato un po’ di freddo casca proprio a fagiolo, non credete? Ahahhaha
Ingredienti
- 250g di fagioli rossi secchi (meglio di tutto i borlotti)
- ½ cipolla
- 2 spicchi d’aglio (io metto aglio in polvere)
- 1 carota
- 2 patate
- crauti (preparati con cumino e alloro)
- sale
- pepe
- olio evo
- 1C di farina (facoltativo)
- ½ cipolla
- 2 spicchi d’aglio (io metto aglio in polvere)
- 1 carota
- 2 patate
- crauti (preparati con cumino e alloro)
- sale
- pepe
- olio evo
- 1C di farina (facoltativo)
Per prima cosa i fagioli vanno messi a mollo per tutta la notte.
Preparate i crauti come da ricetta utilizzando semplicemente alloro e cumino.
Tagliate a pezzetti la cipolla e la carota e mettete insieme all’aglio ed ai fagioli in un tegame con molta acqua. Fate bollire per un’oretta. A questo punto aggiungete anche le patate tagliate a tocchetti e fate bollire per altri 15 minuti. Infine aggiungete i crauti e cucinate per gli ultimi 15 minuti. Se avete l’aglio in polvere è questo il momento di aggiungerlo, salate e pepate.
Frullate una parte della minestra lasciando quindi una parte con i pezzettini di verdure ed i fagioli interi.
Se è troppo liquida potete aggiungere un cucchiaio di farina per addensare leggermente. Di solito non serve, soprattutto perché la Jota va fatta riposare per un giorno, dal momento che il giorno dopo è più buona, tutti i sapori si sono amalgamati, e quindi si è anche ristretta.
Servitela calda con un filo d’olio a crudo, del lievito alimentare in scaglie o del grana vegan e mangiatela con dei crostoni.
Preparate i crauti come da ricetta utilizzando semplicemente alloro e cumino.
Tagliate a pezzetti la cipolla e la carota e mettete insieme all’aglio ed ai fagioli in un tegame con molta acqua. Fate bollire per un’oretta. A questo punto aggiungete anche le patate tagliate a tocchetti e fate bollire per altri 15 minuti. Infine aggiungete i crauti e cucinate per gli ultimi 15 minuti. Se avete l’aglio in polvere è questo il momento di aggiungerlo, salate e pepate.
Frullate una parte della minestra lasciando quindi una parte con i pezzettini di verdure ed i fagioli interi.
Se è troppo liquida potete aggiungere un cucchiaio di farina per addensare leggermente. Di solito non serve, soprattutto perché la Jota va fatta riposare per un giorno, dal momento che il giorno dopo è più buona, tutti i sapori si sono amalgamati, e quindi si è anche ristretta.
Servitela calda con un filo d’olio a crudo, del lievito alimentare in scaglie o del grana vegan e mangiatela con dei crostoni.
Aggiornamento 2013: trovi anche la radio-ricetta della Jota, vai ad ascoltarla! ^_*
Etichette:
aglio,
alloro,
carote,
cipolle,
crauti,
cumino,
fagioli borlotti,
fagioli rossi,
farina,
jota,
legumi,
patate,
ricette regionali,
ricette vegan,
Zuppe
lunedì 12 dicembre 2011
Carbonara Vegan
L’idea di sostituire alimenti animali e riprodurre versioni vegan di piatti onnivori devo dire che mi attira molto, non tanto perché mi mancano (non credo di averla mai mangiata la carbonara, neanche quando mangiavo carne), e neanche perché voglio ricordarmi il sapore (non ci tengo proprio), forse solo perché sono convinta che esiste la versione cruelty free di tutto, basta volerlo! Ovvero: tutto può essere trasformato in vegan!!!
Ingredienti per 2 persone
- 150g di spaghetti
- seitan autoprodotto compatto
- ½ cipolla
- olio evo
- 2C di farina di ceci
- acqua
- sale
- pepe
- seitan autoprodotto compatto
- ½ cipolla
- olio evo
- 2C di farina di ceci
- acqua
- sale
- pepe
Prendete un pezzetto di seitan compatto, bollito con alga combu, miso e sale, fatelo a pezzettini piccolissimi, saltatelo con olio d’oliva e cipolla a fettine, finché la cipolla diviene croccante. Mettete da parte.
Preparate una pastella con farina di ceci, acqua e sale (io l’ho fatta densa, vengono pezzi più grandi una volta cotto, altrimenti fatela più liquida che viene più fluida). Mettete da parte.
Cucinate la pasta (più al dente se la pastella è densa), scolatela, mettetela in padella con l’olio avanzato e versatevi sopra la pastella. Cucinate finché la pastella è cotta, quindi aggiungete il seitan e saltate ancora qualche secondo. Servite, magari con una spolverata di lievito alimentare in scaglie o con il parmigiano vegano!
Preparate una pastella con farina di ceci, acqua e sale (io l’ho fatta densa, vengono pezzi più grandi una volta cotto, altrimenti fatela più liquida che viene più fluida). Mettete da parte.
Cucinate la pasta (più al dente se la pastella è densa), scolatela, mettetela in padella con l’olio avanzato e versatevi sopra la pastella. Cucinate finché la pastella è cotta, quindi aggiungete il seitan e saltate ancora qualche secondo. Servite, magari con una spolverata di lievito alimentare in scaglie o con il parmigiano vegano!
Attenzione onnivori: questi gusti non assomigliano (fortunatamente) a quelli animali; sanno di vita e di amore!!! ^_____^
(ricordo che per le dosi c = cucchiaino e C = Cucchiaio)
Aggiornamento del 4 marzo 2012
Con questa ricetta partecipo al contest VegetariaMo? di Saporidielisa.
Con questa ricetta partecipo al contest VegetariaMo? di Saporidielisa.
E al contest LA RICETTA INTOLLERANTE di Chef Carole a domicilio.
mercoledì 30 novembre 2011
Gnocchi de susini … no, de fichi
È finito il periodo dei susini ma ne avevo una voglia pazzesca!!! Così ho pensato di trasformare la ricetta originale tipica della mia Regione in qualcosa di simile … tanto a me piacciono molto gli gnocchi più che il ripieno. ^_^ E dopo aver farcito gli gnocchi con mezzo fico, presa dal raptus, ho messo la qualunque là dentro: sperimentando ho messo prugne secche, albicocche secche, una composta di cachi (che arrivano direttamente dal giardino di mio padre) e uvetta californiana … ma quanto altro può andare? A piacere, tutto! E già mi sono venute altre idee dolci e salate. ^_^
Ingredienti per 10 gnocchi
- 600g di patate
- 150g di farina di kamut integrale (da valutare secondo la consistenza dell’impasto)
- sale
- pane grattugiato di kamut
- 3c di fruttosio
- cannella
- 6c di burro di soia
- 1 fico
- 1 caco
- 2 prugne secche
- 2 albicocche secche
- 4 chicchi di uvetta californiana
- 150g di farina di kamut integrale (da valutare secondo la consistenza dell’impasto)
- sale
- pane grattugiato di kamut
- 3c di fruttosio
- cannella
- 6c di burro di soia
- 1 fico
- 1 caco
- 2 prugne secche
- 2 albicocche secche
- 4 chicchi di uvetta californiana
Per prima cosa lessate le patate e mettete in ammollo in acqua tiepida la frutta secca. Quando le patate sono pronte pelatele, schiacciatele con la forchetta o con lo schiacciapatate, aggiungete 2 cucchiaini di burro, il sale e lasciate raffreddare. Nel frattempo pelate il fico e mettete da parte. Insaporite tutta la frutta secca con un sughetto fatto con 1c di burro, ½c di fruttosio, un pizzico di cannella e ½c di pane grattugiato. Quindi pelate il caco e riducetelo in padella con un altro cucchiaino di burro, ½c di fruttosio, un pizzico di cannella e ½c di pane grattugiato. Mettete da parte e tornate alle patate: aggiungete la farina setacciata, mescolate ed impastate fino ad ottenere un impasto morbido, componete un grande cilindro di cui taglierete delle fette di 1cm circa, lo appiattite sul palmo della mano e mettete dentro ½ fico.
Chiudete bene e rotolatelo a formare una pallina (ricordatevi di sporcarvi le mani con la farina per non far attaccare gli gnocchi).
Ripetete anche mettendo dentro 1c di composta di caco per ogni gnocco, poi un’albicocca, una prugna e 2 chicchi d’uva per gnocco per arrivare a formarne 10. Avanzerà un po’ di impasto così l’indomani potete cucinare anche gli gnocchi salati. ^_^
Ora preparate il sugo per l’impiattamento: 2c di burro, 2c di fruttosio, della cannella, 1c di pane grattugiato. Versate 2 o 3 gnocchi alla volta in abbondante acqua leggermente salata, appena salgono (2-3 minuti) raccoglieteli con la spumarola e passateli dentro il sughetto, appoggiateli sul piatto da portata, versategli sopra ancora un po’ di sughetto ed un pizzico di pane grattugiato, servite e mangiateli caldi.
Questo piatto viene servito sia come primo, sia come piatto unico, sia come dolce. Io l’ho voluto proporre come dolce e la quantità di zucchero o fruttosio va messa a proprio gusto.
Attenzione: danno assuefazione :)))(ricordo che per le dosi c = cucchiaino e C = Cucchiaio)
Con questa ricetta partecipo al mio primo contest
Etichette:
albicocche,
cachi,
cannella,
Dolci,
farina integrale,
fichi,
gnocchi,
kamut,
pane grattugiato,
patate,
prugne,
ricette regionali,
ricette vegan,
soia,
susini,
uvetta
martedì 22 novembre 2011
Pasta Carlofortina carciofi e panna
Sono arrivati i carciofi!!! E non ho resistito alla tentazione … trovati già puliti al mercato non potevo non prenderli!
È chiamato pasticcio un mix di alcuni dei tipi di pasta di Carloforte, nell’Isola di San Pietro in Sardegna, pasta in realtà tipica sarda e di Pegli (GE) perché l'isola fu colonizzata dal popolo pegliese. Si tratta di orecchiette sarde, cassulli e trofiette fatte con grano duro.
Ingredienti per 2 persone
- 140g di pasta Carlofortina
- 4 carciofi
- ½ scalogno
- olio evo
- panna di soia
- lievito alimentare in scaglie
- 4 carciofi
- ½ scalogno
- olio evo
- panna di soia
- lievito alimentare in scaglie
Mettete a scaldare l’acqua per la pasta. Intanto tagliate in 6 o 8 spicchi i carciofi puliti ^_^ oppure puliteli. In tal caso badate bene di mettervi dei guanti altrimenti vi resteranno tutte le mani nere oppure sporcatevi le mani con il succo di limone che evita l’ossidazione degli alimenti e quindi l’annerimento. Togliete le foglie esterne più dure e lasciate i carciofi in acqua e limone intanto che pulite gli altri, così non si anneriscono. Quando li tagliate a spicchi verificate che nel centro non ci sia la barbetta e che le foglie non pungano altrimenti toglietele. Mettete in padella i carciofi con lo scalogno tagliato a cubettini ed un filo d’olio. Aggiungete un po’ d’acqua man mano che evapora, fino a cottura. Nel frattempo avrete buttato la pasta nell’acqua salata. Scolatela e versatela dentro la padella con i carciofi, aggiungete la panna di soia, saltate ancora qualche istante in padella, quindi impiattate e spolverate con il lievito alimentare in scaglie.
giovedì 10 novembre 2011
La Bobba
Dalla mia vacanza estiva a Carloforte, in Sardegna, sono tornata con tante ricette buonissime: a parte il pesce, hanno tanti buoni piatti tipici, ma non tipici sardi … in realtà gli abitanti di Carloforte sono originari di Pegli (GE) e, rientrando da Tabarka, un’isola tunisina, nel 1738 arrivarono nell’isola di San Pietro e qui si fermarono. Così troviamo un mix di piatti liguri e tunisini, ottimo connubio ^_^. La Bobba è una minestra squisita, oltre ad una spiaggia molto “in” dell’isola.
Ingredienti per 2 persone
- 50g di fave decorticate
- 1 scalogno
- 2 carote
- 2 zucchine
- sale
- pepe
- aglio in polvere
- semi di zucca
- olio EVO
- 2 carote
- 2 zucchine
- sale
- pepe
- aglio in polvere
- semi di zucca
- olio EVO
Lasciate in ammollo le fave tutta la notte, quindi bollitele in acqua a fuoco lento. A metà cottura unite scalogno, zucchine e carote tagliate fine e terminate la cottura. A fine cottura condite con le spezie, frullate grossolanamente, lasciando dei pezzi interi in modo che la minestra resti morbida ma non densa. A parte tostate leggermente dei semi di zucca da versare subito sopra la minestra (il mio tocco personale) con un goccio d’olio.
Questa minestra si presta a diverse variazioni: questa sopra infatti ha solo le carote ed il mio tocco personale sono dei semi di sesamo tostati. A vostro gradimento potete aggiungere cipolla rossa, sedano, spinaci o la verdura che preferite!
Etichette:
aglio,
carote,
cipolle rosse,
fave,
legumi,
minestre,
ricette regionali,
ricette vegan,
scalogno,
sedano,
semi sesamo,
semi zucca,
spinaci,
zucchine,
Zuppe
Iscriviti a:
Post (Atom)





























