martedì 28 aprile 2015

Albumi vegani

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Da un paio di mesi a questa parte sta girando molto l’invenzione del secolo per la nostra cucina ovvero gli albumi vegan. La prima cosa che ti viene in mente quando pensi agli albumi e a quello che ci si può fare in cucina sono le meringhe, vero? In effetti non c’era nessuna invenzione uguale fin'ora, forse qualcosa che ci assomigliasse ma nulla di uguale. Invece questa invenzione le rende identiche!!!

Le prime meringhe le ho viste su blog americani e poi anche francesi e italiani (in Italia per prime ne hanno parlato la mitica Ravanella e prima le ho viste su un altro blog che ora non ricordo). Lo sperimentatore / inventore è l'americano Goose Wohlt con il francese Joël Roessel (sito aquafaba).
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Ora, pensate all’importanza che questa scoperta ha nella cucina, tutte le ricette con l’aggiunta di gran quantità di albumi possono essere semplicemente riviste mettendo al loro posto questa invenzione (le piccole quantità semplicemente possono essere omesse)! E non è poco perché tutti possono farlo, non solo noi vegani, tutti, dagli intolleranti agli onnivori che vogliono migliorare la loro salute evitando proteine animali e avere un prodotto più leggero. Perché pensandoci bene gli albumi non forniscono nessun gusto in più e sono utilizzati solo per la loro consistenza.

Ma qual è l’invenzione e come funziona? È semplicemente l’acqua di cottura dei legumi montata a neve. In particolare sembra che sia la lisina, l'aminoacido contenuto nei legumi, a far montare il liquido e di più nei fagioli ma in genere tutti i legumi. Si può utilizzare l’acqua per la cottura in casa dei legumi ed anche l’acqua contenuta nelle lattina di legumi, fate comunque attenzione oltre al sale contenuto, agli altri eventuali ingredienti. Se vi chiedete se poi si sentirà il gusto dei ceci vi posso assicurare: assolutamente no! Non si sente cotto ma anche crudo (l'ho provato assaggiando le meringhe), non si sente per nulla.

Questo risultato l'ho ottenuto frullando per un minuto l'acqua di cottura dei ceci, se avete attrezzi più indicati o lo fate più a lungo potete ottenere una cosa ancora più consistente. Non si smontano facilmente, un po' si separa il liquido ma la parte sopra resta compatta.
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Quali ricette quindi ora non sono più un tabù per noi vegani? Io ho pensato a queste, dolci: meringhe, meringhe pie, biscotti per tiramisù, mashmellows, macarons, decorazioni x cupcake, pavlova, torrone, lingue di gatto, glassa reale, pasta di zucchero, amaretti, soufflé. Ve ne vengono in mente altre?

Ho già provato a fare alcune cose dolci, sto sperimentando, ho per esempio aggiunto degli albumi montati nei cupcake e guardate che sofficità maggiore che danno, guardate quanti buchetti.
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Insomma questa è una scoperta incredibile che non ci limita più in nulla: tutto è veganizzabile!

A me personalmente non sono mai piaciuti molto i dolci fatti con tanti albumi, come per esempio le meringhe, ma per sperimentare posso farlo di sicuro, voglio proprio vedere la faccia degli onnivori! Invece mi manca un po’ il torrone e sicuramente mi manca la mousse (che avevo riprodotto con grandissimi risultati qui) ed il soufflé! E così mi rimetto all’opera. E voi cosa sperimenterete ora? Postate i vostri esperimenti!

lunedì 20 aprile 2015

Pasticcio di patate e verdure

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Questo pasticcio è una meraviglia, volevo fare un pasticcio con più strati e mescolare insieme verdure e patate ed ho pensato ad utilizzare diverse preparazioni, soprattutto le patate sotto sono morbide, il purè è cremosissimo e sopra le patate vengono croccanti e stuzzicanti! La verdura che ci mettete è a vostra scelta, quella che preferite andrà bene, io ho utilizzato porro e radicchio per avere un bel contrasto dolce-amaro! Buon appetito! ^_^

Ingredienti
- 4 patate
- ½ carota
- verdure a scelta (io radicchio rosso e porro)
- olio evo
- aglio in polvere
- pepe bianco
- paprika
- latte vegetale (io di soia)
- lievito alimentare in scaglie
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Cucinate al vapore la carota (potete anche lessarla, io ne ho cucinate al vapore diverse per un’altra preparazione e ne ho usata mezza per questa ricetta). Lessate una patata bella grande o due piccole. Affettate finissima ½ patata con la mandolina e le restanti due e mezzo tagliatele con il coltello di 3-4 mm. Cucinate insieme, solo un goccio di olio, il radicchio rosso ed il porro tagliati a pezzettini piccoli, coprite di acqua, mettete un coperchio e fate andare a fuoco vivo per meno di 10 minuti, togliete il coperchio, l’acqua si asciuga, le verdure sono pronte.

Frullate insieme la patata lessa e la carota con le spezie ed il lievito alimentare, aggiungete il latte vegetale per rendere fluido e cremoso il purè, non deve essere difficile da versare.

Ora possiamo comporre il pasticcio: prendete una pirofila, versate dell’olio, mettete due/tre strati di patate, coprite con uno strato di verdure, strato di purè di patate e carote, quindi sistemate le patatine fine fine a decorazione. Sporcate di olio ed infornate in forno con temperatura al massimo per una mezz’oretta. Vedrete che un po’ si gonfia (è il purè che cresce in forno, poi scende), quando prende colore e i bordi delle patate sopra cominciano a scurirsi, provate ad inserire uno stecchino o una forchetta fino in fondo per vedere se le patate sotto sono cotte. In questo caso mettete solo per pochissimi minuti il pasticcio sotto il grill ed è pronto. Servite caldo.
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Monoporzione

mercoledì 15 aprile 2015

Pesto di pistacchi e limone

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Adoro il pesto e mi piace sbizzarrirmi a crearne sempre di nuovi. Avevo voglia di usare i pistacchi, con il loro sapore particolare e volevo aggiungerci la freschezza del limone. Sono rimasta elettrizzata da questo pesto, il sapore del limone è così piacevole che viene bene qualunque preparazione, anche solo semplicemente spalmato su una fetta di pane! La preparazione è semplicissima e velocissima e si conserva a lungo, come tutti i sughi ricchi di olio.

Ingredienti
- 1,5 vasetto di pistacchi
- 1 spicchio di aglio
- buccia di mezzo limone bio
- lievito alimentare in scaglie
- sale
- olio evo

L’unità di misura è quella del vasetto che conterrà poi il pesto, come vedete dalla foto è piccolino. Se volete seguire la mia ricetta alla lettera mettete tutto nel frullatore e frullate per bene. Il consiglio comunque è di aggiungere il limone un po’ per volta giusto per trovare il vostro equilibrio, non deve essere prevalente. L’olio deve essere in quantità tale da rendere morbido e fluido il pesto, una volta messo nel vasetto aggiungetene ancora un pelo.
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giovedì 9 aprile 2015

Pinza triestina

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Per Pasqua è tradizione qui a Trieste preparare 3 dolci: la Titola (il crocefisso), il Presnitz (la corona di spine) e la pinza (il pane). Finalmente pubblico la pinza, ultimo dolce del trittico che mancava all’appello. L’impasto della pinza è lo stesso delle titole, quindi volendo potete usare anche quello per fare questo dolce, qui l’ho rielaborato e nel tempo è quello che mi soddisfa di più, sia per la capacità del mio licoli di rendere le preparazioni belle soffici, sia per il gusto, ora molto più vicino a quello originale: gli aromi fanno proprio dimenticare che non ci sono le uova! ^_^

Ingredienti
- 75g di licoli
- 150g di latte di soia (o altro vegetale)
- 110g di zucchero di canna
- buccia grattugiata di 1 arancia bio (o 1C di polvere di buccia d’arancia o una fialetta di arancia)
- buccia grattugiata di 1 limone bio
- 1c di vaniglia in polvere
- 450g+75g di farina di tipo 2 (semi integrale)
- 75g di olio (io 45g di olio di girasole deodorato + 30g di olio d’oliva)
- 6g di sale

Preparate il poolish con il licoli e pari peso di acqua e farina e lasciate tutto il pomeriggio a riposare. La sera preparate l’impasto con tutti gli altri ingredienti, inserendoli nell’ordine indicato, maneggiate a lungo, quindi lasciate lievitare tutta la notte. La mattina, se l’impasto è cresciuto manipolatelo, quindi fate più volte le pieghe a tre e rimettete a lievitare tutto il giorno. La sera rimaneggiate l’impasto sgonfiandolo, fate le pieghe a tre quindi pirlate l’impasto e mettetelo sulla teglia della cottura, coperta da carta forno. Fate lievitare fino al mattino.

Al mattino accendete il forno al massimo, quando caldo spennellate l’impasto con del latte vegetale e fate, partendo dall’esterno verso il centro, tre tagli poco profondi vicino ai bordi e più profondi al centro (2-3 cm o più a seconda di quanto è alta la pinza). Infornate per pochi minuti al massimo della temperatura quindi abbassate a 170° e cucinate per 30 minuti. Fate raffreddare completamente prima di mangiare.

Con questo impasto viene una pinza dalla grandezza normale, più di un chilo, potete farne di più piccole o più grandi modificando le proporzioni. Il mio licoli in questo periodo fa un po' più fatica con i dolci e ha raddoppiato l’impasto in circa 8 ore, se il vostro è più forte potete ridurre i tempi, in particolare l’ultima lievitazione, per evitare che poi collassi, controllatela attentamente. È un impasto un po’ morbido infatti la pinza si appiattisce un po’, se la volete un po’ più alta mettete un po’ più di farina nell’impasto o un po' meno liquidi, oppure usate un licoli bello attivo che cresca in meno tempo. Il tempo di cottura dipende dal forno e dalla grandezza della pinza, cucinate un po’ come fareste con il pane, verificate che non scurisca troppo, potete anche mettere un “cappello” di stagnola per aiutarlo a restare più chiaro a lungo e controllate la cottura “bussando” sul fondo della pinza, come fareste con il pane, per verificare che sia cotta (se suona vuota è pronta). Volendo si può spennellare la superficie con del latte mescolato a del dolcificante, così viene un po’ più lucido, fate però attenzione che scurisce subito. I tagli spesso vengono fatti con le forbici, cosa più facile da fare con gli impasti più piccoli.
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Se volete potete fare anche delle versioni mignon, da 60g l'una, che vedete qui sotto (una è da 80g). L'idea l'ho presa dai paninetti da buffet: prima dell'ultima lievitazione prendete 60g di impasto, fate le pieghe a tre, pirlate e lasciate lievitare, poi al momento della cottura spennellate con del latte vegetale e fate i tagli con le forbici. In forno per 10-12 minuti a 180°.
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Questa ricetta regionale la dono a Daria per la sua raccolta Integralmente.

martedì 31 marzo 2015

Frittelle di spinaci

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Ciao a tutti, scusate dell’assenza, sono stata presissima con il lavoro e non ho avuto neanche un minuto libero … mi perdonate?

Pasqua si avvicina ed io vi propongo una ricettina d’antipasto molto facile e carina, delle frittelle d’impatto cromatico, buone e soffici, perfette da mangiare così o da usare per spalmarci sopra formaggi vegetali, hummus, creme o salse varie. Sono perfette anche per il picnic di Pasquetta.

Ingredienti
- 5C di farina di ceci
- 5C di farina di tipo 2 (semi integrale)
- spinaci freschi o surgelati
- sale
- pepe bianco
- aglio in polvere
- noce moscata
- bicarbonato
- olio evo

Fate una pastella con le farine e le spezie, io ho usato l’acqua ma potete usare anche altri liquidi, come la birra, l’acqua gassata o latte vegetale a scelta. La densità della pastella dev’essere come quella delle crêpes, poi vi regolate dopo aver aggiunto gli spinaci. Di bicarbonato va una punta di cucchiaino per la quantità di frittelle che vedete in foto, se ne fate di più ovviamente aggiungete un po’ più di bicarbonato, che serve per aggiungere aria e creare le bollicine, così le frittelle vengono più soffici. Se volete potete usare anche solo farina di ceci o sostituire la farina di frumento con altra farina senza glutine, così sono più leggere, oppure scegliete le farine che preferite.

Cucinate gli spinaci, scolateli, fateli raffreddare quindi frullateli. Aggiungete gli spinaci alla pastella, se troppo densa, aggiungete ancora un po’ di liquido. Sporcate appena una padella antiaderente con pochissimo olio, versate un cucchiaio di pastella e cucinate su entrambi i lati. Servite calde o tiepide, sono più buone.
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Allegre e colorate mando queste frittelle a Daria per la sua raccolta Integralmente.

sabato 14 marzo 2015

Frico friulano vegan II

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Il frico friulano è una ricetta tipica della mia regione e come ingrediente principale ha il formaggio, quindi non è facile rendere una versione vegana. Ma tutto è possibile! Una prima versione fatta con il tofu, e presentata in versione moderna, l’ho già fatta, due anni fa, proprio in questo periodo e la trovate qui. Questa versione invece è stata fatta qualche mese fa, quando Aida, nel suo gruppo per mangiare vegano per 21 giorni, aveva chiesto la versione vegan del frico. Non l’ho fatta subito, ci ho pensato su e l’ho fatta qualche settimana dopo. Ho fatto una versione simile a quella fatta da Tamara, che ringrazio per l’ispirazione, la cui videoricetta potete trovare qui. Dalla sua ricetta ho cambiato giusto poche cose, in particolare la preparazione del formaggio, io uso una versione della mozza vegan, rielaborata giusto un pochino.

Ingredienti per il frico
- olio evo
- 1 patata grande
- ½ cipolla
- formaggio da frico
- sale
- pepe
- polenta per accompagnare

Ingredienti per il formaggio da frico
- 4C di olio evo
- 3C di farina di tipo 2 (semi integrale)
- 320ml di latte di soia
- 3C di lievito alimentare in scaglie
- aglio in polvere
- sale
- paprika forte
- 1C di yogurt di soia
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Preparate una padella antiaderente di media dimensione con dell’olio. Sbucciate la patata e la cipolla, tagliate la patata a cubetti e la cipolla a fettine, mettete la cipolla in padella e fate andare a fuoco vivo per un paio di minuti, quindi aggiungete le patate, coprite con l’acqua e mettete un coperchio. Cucinate finché l’acqua si asciuga e le patate diventano morbide ma non troppo.

Ora preparate il formaggio: mettete l’olio e la farina in una padellina e mescolate bene per fare la roux, quindi aggiungete qualche cucchiaio di latte di soia per ottenere una cremina senza grumi. Quando sarà bella fluida aggiungete altro latte di soia e mescolate per ottenere una cremina bella liscia e via così finché potete aggiungere tutto il resto del latte. Aggiungete ora anche il lievito e le spezie. Mettete sul fuoco e, mescolando sempre, cucinate il composto finché si addensa. A questo punto aggiungete un cucchiaio di yogurt e mescolate bene.

Versate il formaggio sopra il composto di patate e cipolla, mescolate e fate cucinare a fiamma viva per formare la crosticina, muovendo nel contempo un po’ la padella per non farla attaccare. Delicatamente giratela sull’altro lato e cucinate anche di là. Quando pronto fatelo raffreddare un pochino e poi servitelo tiepido con della polenta. A dire il vero a me piace di più il giorno dopo perché nel frattempo il formaggio si è compattato ed è tutto tenuto insieme alla perfezione.

Le foto si riferiscono al frico del giorno dopo, se volete servirlo subito bello fumante, sarà anche più morbido con il formaggio fuso (non filante ma fuso sì). Per fare il formaggio potete usare anche fecola o amido di mais al posto della farina e potete aggiungerci altre spezie a vostro piacere. La polenta che ho usato io è quella taragna. La porzione è per una persona abbondante o per due persone. Vi consiglio comunque di mangiare prima una bella insalata fresca, così per sgrassare il piatto, che è bello penzo ma da provare … perché è veramente goloso!
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sabato 7 marzo 2015

Panzerotti integrali al radicchio

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Cambiamenti in vista! Sto cambiando la parte grafica del blog, per quanto mi piacesse molto il viola ho notato che non sempre è facile vedere viola su viola, inoltre è tempo di innovare un po’, per ora ho tolto lo sfondo viola ma presto cambierà altro, non ho ancora finito! Poi è da molto tempo che voglio pubblicare recensioni di ristoranti, aggiungere informazioni su di me, fare dei contest, ma resto sempre indietro … non ho neanche celebrato il 3° anniversario del blog lo scorso ottobre. Allora, un piccolo passo alla volta ma li farò perché ne ho voglia … voi assecondatemi in questi miei tempi eh!

Per cominciare ho aggiunto una descrizione dei prodotti che utilizzo, che mancava da troppo. In realtà più che la descrizione dei prodotti ho aggiunto il perché ne uso certi e non altri e, visto che queste scelte sono frutto del mio percorso vegano, non potevo esimermi dal raccontarvele. Così non è che i vegani devono per forza scegliere questi prodotti e ci sarebbero da fare comunque altre scelte per cercare di impattare il meno possibile sull’ambiente, sulla vita animale e di tutto il nostro pianeta, passo passo cerco di fare del mio meglio, quindi sono ben accetti consigli e suggerimenti. Le vecchie ricette restano così, sono anche loro frutto del mio percorso, anche se ora uso altri ingredienti per riprodurle. Chissà che un giorno riesca a mettere una nota su ogni ricetta con le indicazioni di questa mia scelta. Per ora vi lascio le informazioni che potete trovare nella pagina Sugli ingredienti.
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Ingredienti per i panzerotti
- 50g di licoli
- 50g +100g di farina di tipo 2 (semi integrale)
- 1C di malto d’orzo
- 150g di farina integrale
- 6g di sale

Ingredienti per il ripieno
- radicchio rosso
- olio evo

La mattina rinfrescate il licoli con 50g di acqua e con 50g di farina semi integrale, lasciate lievitare tutto il giorno. La sera aggiungete 150g di acqua e poi gli altri ingredienti nell’ordine, uno alla volta (malto+farine+sale). Mettete a lievitare e per le due ore successive fate le pieghe in ciotola ogni 15 minuti. Dopo queste due ore mettete in frigo coperto con la pellicola e lasciate tutta la notte.
La mattina seguente tirate fuori l’impasto, tenetelo a temperatura ambiente per un paio d’ore quindi impastatelo bene, fate due pieghe a fazzoletto, pirlate e mettetelo in una ciotola a lievitare fino al raddoppio.

Al raddoppio impastate bene e stendetelo sul tavolo con un mattarello, aiutatevi con della farina per evitare che si attacchi dappertutto e con un coppa pasta rotondo ricavatene dei cerchi abbastanza grandi da poterci mettere dentro il ripieno, preparato precedentemente e già raffreddato. Chiudete i panzerottini e fissate bene le chiusure prima con le dita e poi io ho usato anche i rebbi di una forchetta. Metteteli nelle teglie e lasciate riposare e crescere, quando sono pronti metteteli in forno a 180° per circa 15 minuti, cucinateli osservando bene quando sono cotti, ogni forno è diverso.

Il ripieno è fatto semplicemente con del radicchio stufato e, una volta pronto, ho aggiunto un po' di olio. Facilissimo e superveloce.
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Questi panzerotti li mando a Daria per la sua raccolta Integralmente.

lunedì 16 febbraio 2015

Veghella all’arancia

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Ieri era San Faustino e si festeggiavano i single! Per tutti quelli che non hanno un compagno di vita umano, perché si sono appena lasciati, sono rimasti soli, non riescono a trovare la propria anima gemella, perché dicono di non avere tempo e invece hanno sofferto molto ed ora non riescono ad aprire il proprio cuore oppure perché preferiscono non legarsi per ora, ecco, a tutte queste persone io dedico questa soffice e spumosa veghella all’arancia. ♥

Quando l’ho fatta la prima volta l’ho voluta fare apposta molto morbida, il giorno dopo era talmente soffice che sembrava una mousse … meravigliosa! ^_*

Ingredienti
- 80g di nocciole
- 60g di cioccolato fondente
- 120g di latte vegetale
- 20g di zucchero dulcita
- 5g di burro di cacao
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Per prima cosa frullate benissimo le nocciole (io uso un macinacaffè che le riduce in burro), se lasciate dei granellini poi si sentiranno una volta finita la preparazione, non va male, è buonissima anche così, ma è meglio se è setosa e fluida.

Aggiungete nel frullatore gli altri ingredienti secchi mentre mettete il latte vegetale a scaldare. Frullate fino a triturare cioccolato e burro di cacao, quindi versate il latte appena appena caldo e frullate ancora. Il cioccolato ed il burro si scioglieranno e si amalgameranno per bene, frullando si incorporerà un po’ d’aria che darà poi la consistenza si spuma soffice una volta raffreddato. All'inizio sembrerà molto liquida ma non vi preoccupate, si solidificherà entro il giorno dopo, ottima da spalmare ma anche da mangiare al cucchiaio.

Al posto della polvere di arancia potete metterci la buccia fresca di 2 arance bio, che sono molto profumate. Potete anche farla meno liquida mettendo meno latte vegetale, ma non troppo poco, al massimo 90-100g altrimenti poi rischia di diventare troppo compatta. E se volete anche scegliere il latte vegetale migliore ... non può essere che quello di nocciole! ^_*
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mercoledì 11 febbraio 2015

Chioccioline ai ceci piccanti, hummus di barbabietole e germogli alfa alfa

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Se volete una cena di San Valentino alternativa, ma comunque dolce e sfiziosa, ho pensato di proporvi un panino con la barbabietola utilizzata molto per questa occasione per il meraviglioso colore e la sua dolcezza. L’hummus di barbabietole mi ha incantato e messo in un panino l’ho trovato perfetto, poi la croccantezza e freschezza dei germogli ed i ceci piccanti chiudono il cerchio. Per il tipo di pane ho usato una ricetta collaudata ma gli ho voluto dare una forma diversa, dei grissini arrotolati a forma di chioccioline, carine vero? ^_^

Ingredienti per le chioccioline
- impasto dei paninetti da buffet

Ingredienti per il ripieno
- germogli alfa alfa
- ceci
- olio
- sale
- paprika forte
- aglio in polvere
- salsa di pomodoro
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I primi da preparare sono i germogli, ci vogliono almeno 3-4 giorni quindi mettete i semini in un germogliatore oppure potete usare un altro metodo. Io di solito uso uno scolapasta per i germogli di soia ma per questi semini, molto piccoli, mettevo sopra un foglio di carta, non sempre venivano bene per via dell’umidità. Tempo fa ho ricevuto in dono un piccolo germogliatore da Allegra, che ne aveva due uguali, e con quello sono venuti benissimo questi piccoli germogli ricchi di nutrienti. Grazie mille Allegra!

Per fare le chioccioline preparate l’impasto dei paninetti da buffet, potete usare lo stesso procedimento oppure mettere un po’ di farina in più per evitare il passaggio in frigo. Quando è pronto prendete dei pezzi di impasto, stendeteli come delle fettucce larghe e strette, arrotolateli dalla parte lunga come per fare dei grissini e poi attorcigliate i grissini su se stessi a formare una chiocciolina. Lasciate lievitare. Quando pronti cucinate a 200° per 13-15 minuti, verificate la cottura e poi lasciate raffreddare.

I ceci vanno lasciati a mollo per una giornata, poi lessati (io ho usato la pentola a pressione) e infine passati in padella con olio, salsa di pomodoro e spezie (sale, aglio e paprika).

Infine componete il panino con uno strato di hummus, dei ceci e sopra dei germogli. Come aperitivo di una cena sbarazzina secondo me sono perfette queste chioccioline, non credete?

Aggiungo alla bellissima raccolta Integralmente di Daria anche questi miei panini.

giovedì 5 febbraio 2015

Riso, ceci neri e carote stufate

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Ieri il mercoledì fruttariano è stato un po’ più difficile del solito verso sera, visto che mi sono lasciata tentare guardando delle ricette su altri blog. Poi sono stata sfortunata con ben due mango, uno preso al bio ed uno dal fruttivendolo, entrambi per nulla saporiti una volta aperti … che peccato! Penso che aspetterò i frutti siciliani o un viaggio nei posti dove crescono ^_^

Per restare sull’etnico vi propongo questo piatto unico e delizioso con i ceci neri, una bella scoperta. E l’insieme dei tre sapori, semplici sapori, è stato sorprendente.

Ingredienti
- riso basmati integrale
- ceci neri
- cipolle
- carote
- olio evo
- aglio in polvere
- sale
- zenzero
- cumino
- paprika
- curcuma
- peperoncino
- noce moscata

Preparate per primi i ceci, che vanno lasciati a mollo un giorno prima di lessarli. Io uso la pentola a pressione, che risparmia tempo ed energia. Vanno poi ripassati in padella con dell’olio, aglio e cumino che io ho polverizzato con il macinacaffè. Fate insaporire per bene a fuoco medio-basso.

Lessate il riso (anche qui io uso la pentola a pressione), quindi passatelo in padella con dell’olio nel quale avete soffritto un po’ di zenzero grattugiato (in alternativa potete aggiungere insieme alle altre spezie dello zenzero in polvere), aglio e sale. Fate insaporire a fuoco medio-basso.

Per le carote, pelatele, tagliatele a pezzetti e mettetele in padella con olio e cipolla tagliata a fettine, fate rosolare un po’ quindi aggiungete dell’acqua e fate andare a fuoco vivo con un coperchio fino a cucinare bene le carote (se serve aggiungete altra acqua). Togliete il coperchio, aggiungete paprika, curcuma, peperoncino e noce moscata e cucinate fino a far evaporare tutta l’acqua.

Ora potete impiattare le tre preparazioni e mangiarle separate o mescolarle insieme.
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Conoscete la raccolta Integralmente di Daria? Contiene tante prelibatezze integrali e questo riso basmati integrale sembra perfetto vero? ^_*
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